erasmus:i miei racconti


erasmus/i_miei_racconti/tutto_nasce_qui.txt · ultima modifica: 2007/12/24 01:29 (external edit)

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Tutto nasce qui...

“Sono partito alle 9.05 (circa) dall'aeroporto alla volta di Monaco, in Germania. Volo ok, anche se ho scoperto che non farò mai il pilota di aereo visto che i piccoli vuoti d'aria mi danno fastidio. Non ho molto da raccontare sul panorama poiché il mio posto era in corridoio. Tuttavia un volo tranquillo, nonostante che le rassicurazioni delle hostess essendo fatte in tedesco non siano state tanto rassicuranti :-)

Arrivo in orario a Monaco: piove. Un'ora di attesa e poi ci si imbarca per l'ultima tratta: Monaco-Madrid. Anche qui nulla di nuovo: hostess tedesche… PERÓ stavolta ho il posto vicino al finestrino!!! La cosa più interessante proprio all'inizio del volo era vedere al momento del decollo come l'acqua a terra (piove ancora…) venisse polverizzata dal getto dei motori dell'aereo: fantastico!!! Almeno, per me…

Dopo aver attraversato la coltre delle nubi e dopo aver pranzato (avevo già fatto colazione sul primo volo, ma meglio approfittare…) credo di essere entrato in territorio spagnolo. Non che mi sia reso esattamente quando, ma ad un certo punto ho visto un territorio sotto non più verdeggiante come quello boschivo tedesco, ma piuttosto arso, con colori che vanno dal rosso al marrone in tutte le gradazioni intermedie, un paesaggio arso con colture che a me sono sembrate di cereali e poi tanti terreni con alberi che avrei giudicato olivi: così mediterraneo non poteva che essere la Spagna. Meravigliosa la vista: veramente un tripudio di colori su una distesa nodosa e poi alcuni laghi artificiali con l'acqua di color verde-giada. Veramente bello. Si atterra: 15.05. Aeroporto grande, ma non credo quanto quello di Monaco. Poi, boh! Chi se ne frega!!! Sceso, chiedo informazioni ad una tipa delle informazioni che mi indirizza verso quattro “albergue” e mi insegna a comprare i biglietti da 10 corse (760pts) invece che i biglietti singoli (145pts). Riesco pure, dopo immani peripezie e tanto cammino (perché piccolo o grande che sia, un aeroporto è pur sempre un aeroporto…) a trovare un distributore di carte telefoniche e dopo cominciano i problemi per trovare un telefono. Ma come, in un aeroporto? Sì, di telefono ce ne sono a bizzeffe, solo che pare che non tutti accettino (chissà perché?) di fare chiamate internazionali: arrivati allo 00390.. si bloccano e ti dicono di ritirare la carta. Boh! Nessuna targhetta con indicazioni particolari: tutti i telefoni identici, con tanto di elenco dei prefissi esteri! Mistero dei telefoni. Trovatone uno che poi si rivelerà funzionante riesco a tranquillizzare casa.

A questo punto non resta che andare in città e trovare un tetto. Deficiente come non so cosa, invece che telefonare ai vari albergue decido di andare di persona. Bbestia! Direbbe qualcuno, e la punizione per questa mia leggerezza non tarda ad arrivare, ma tarda a finire: mi ritrovo con i miei 23kg di valigia al seguito in giro per la metro di Madrid, il che non è simpatico perché va bene fintanto che resti dentro la metro, ma quando c'é da cambiare linea o uscire all'aperto, allora significano “scale” che non sempre sono mobili: ho detto tutto. Quindi, se vi trovaste con una valigia al seguito non proprio agevole, telefonate PRIMA di andare a spasso per la metro, anche perché i tratti da percorrere sono lunghi e a volte i cambi sono tanti…

Nonostante tutto, sono fortunato e riesco a trovare sistemazione in un albergue a San Fermin, che si trova (bontà sua) nella periferia sud di Madrid. Meglio: loro lo considerano come centro, ma sta di fatto che per arrivarci devo prendere (visto che ero in centro) la metro, uscire a Legazpi (se qualcuno vede la metro di madrid capirà) e da lì prendere il bus 123 che mi porta relativamente vicino: 300m a piedi e sono “a casa”…

Sistemazione ok: 1200pts a notte comprensiva di colazione non è affatto male, anzi. Starò lì fino a mercoledì e farei bene ad andare a cercare qualcosa per il resto dei miei giorni…

Avendo fatto tardi non ho potuto (come volevo) contattare il mio corrispondente Erasmus qui, e così in pratica mi sono mangiato tre giorni inutilmente: sarei venuto domenica, ma fa niente…

Oggi finalmente prendo contatto con qualcuno che mi dà delle indicazioni su cosa fare. Mi fanno accedere al centro di calcolo ed eccomi qua. Per ora qui funziona un po' tutto ad orario ridotto, visto che ci sono esami. Comunque va bene: la mattina dalle 9-13 e poi dalle 16-20 dovrei poter avere accesso ai pc. Ovviamente prima devo provvedere a trovarmi un tetto: anche per questo, parlatone con la tipa dell'Erasmus, questa ha subito mandato una risposta mail a dei francesi che stanno cercando un elemento da inserire: speriamo bene, anzi benissimo…

Cosa ho fatto in questi tre giorni. Niente. Sono stato in giro per il centro, su e giù dalla metro, a vedere un po' di cose. Inizialmente volevo cercare casa, ma poi mi sono subito reso conto che se non parli spagnolo, come vuoi contrattare al telefono? Già è stato difficile farsi capire dagli ostelli!!! A tal proposito, la ragazza alla reception del San Fermin (dove sto) quando vado a chiedere la chiave mi comincia sempre a parlare in spagnolo, per i lineamenti del viso, dice. Appena mi vede perplesso si ferma e ricomincia in inglese, che per me è meglio. L'altra volta (ieri…) le chiesi se il Carrefour (“Continente”, “Auchan”) fosse aperto di domenica: dopo aver chiesto in spagnolo alla sua collega mi comincia a parlare in francese: io più perplesso che mai le faccio “non in francese, per favore!!!”. Cose strane.

La gente sembra simpatica e disponibile, anche perché non è che gli chiedo soldi. Cerchiamo di capirci inscenando degli strani teatrini con gesti e parole fra l'italiano lo spagnolo l'inglese e il francese. Però ci capiamo.

Boh. Madrid è bella. È soprattutto grande. Troppo fuori dalla portata delle gambe di un buon camminatore. E poi bisogna girare senza altri pensieri per la testa. Ci sono riuscito un poco ieri, ed ho visto cose belle. Poi si è fatto tardi e sono tornato a casa.

Bah. Questo è quello che qui, di getto, mi viene da raccontare. Non sono il max in fatto di narrativa, pertanto spero di non aver annoiato nessuno.

Con questo chiudo, per ora. E a presto!!!”